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Chi è l' Animatore Digitale?

Chi è l’“animatore digitale”? Quali i suoi compiti e responsabilità?  

Si tratta di una nuova figura  professionale che avrà l’oneroso compito di attuare il Piano Nazionale Scuola Digitale.

 il ruolo dell'AD

La sintesi del Piano nazionale scuola digitale

 

E’ un piano molto articolato, il primo e forse anche … l’ultimo intervento normativo in grado di colmare il drammatico digital divide della scuola italiana rispetto all’Europa. E’ incentrato sulle principali emergenze digitali del sistema formativo italiano: la copertura Internet  a  banda larga di tutte le aule e la formazione degli insegnantiMa affronta tutti i principali temi critici: le competenze digitali degli studenti, i contenuti digitali educational, l’amministrazione digitale e l’identità digitale. Per questo il ruolo degli animatori sarà strategico (è infatti finanziato con 8,5 milioni di euro di interventi), di fatto, saranno i garanti dell’attuazione pratica del Piano nazionale scuola digitale. Dovranno, infatti, con il sostengo del dirigente, affrontare i seguenti nodi. In primo luogo la formazione degli insegnanti, finora episodica e carente. Sarà loro compito il coordinamento e lo sviluppo di  progetti di formativi incentrati sulla didattica laboratoriale “aumentata” dalle tecnologie. Ad esempio sulla  metodica della “classe ribaltata” (flipped classroom), e  più in generale su “metodologie attive” centrate sullo studente  e supportate da ambienti virtuali di apprendimento e “classi virtuali” (ad esempio EdmodoMoodleGoogle classroom) o altre piattaforme digitali creazione e di condivisione attività didattiche e contenuti digitali per l’apprendimento.

L’animatore, poi,  – e questo è forse il suo compito più importante – dovrà essere un vero e proprio manager dell’innovazione e del trasferimento tecnologico e questo a due livelli: il primo riguarda l’ammodernamento e l’innovazione degli spazi scolastici in modo da renderli più piacevoli da abitare per insegnanti e studenti e  svecchiare l’immagine polverosa della nostra scuola. Il secondo, direttamente correlato,  la capacità di comunicare e coinvolgere le istanze territoriali e le famiglie nel processi e nei progetti di innovazione.

Dovrà, infatti, sotto il primo aspetto, coordinare la progettazione di soluzioni  architettoniche e logistiche accoglienti, sicure e sostenibili per gli spazi fisici della nuova scuola digitale. Si tratta, ad esempio, di predisporre spazi efficaci, non più aule, per l’attuazione della metodologia della “classe ribaltata”. Oppure avviare la predisposizione di spazi dedicati per l’utilizzo di strumentazioni e didattiche anche specifiche per la robotica educativa, l’utilizzo didattico di stampanti 3D (aperto anche al territorio, Fab Lab e imprese innovative), la programmazione – coding  – in “Scratch”.  Il secondo aspetto, quello più relazionale, dovrà favorire l’attuazione del Piano nazionale scuola digitale attraverso azioni di comunicazione, messa in relazione e coinvolgimento di tutti gli attori della comunità scolastica.

L’animatore digitale dovrà avere, cioè, la capacità di stimolare, organizzare e coordinare, anche attraverso la comunicazione digitale e le relazioni istituzionali (sito della scuola, strumenti social, operazioni di marketing territoriale) la partecipazione di tutte le comunità di riferimento della scuola al processo di  creazione (non escluso il fund raising) di una cittadinanza digitale dell’apprendimento attiva e consapevole. Le varie attività andranno aperte e co-progettate con gli stakeholders territoriali (comuni, imprese, fondazioni, banche, biblioteche ecc.) e con le famiglie. I primi con il compito di “mecenati”  e “finanziatori” attivi ma anche di attuatori di un circolo virtuoso  di alternanza tra scuola-lavoro con le imprese Hi-tech del territorio, le seconde come moltiplicatori e diffusori sociali dei progetti innovativi per facilitare il loro dispiegarsi, diffondersi e radicarsi in una nuova coscienza civica del territorio.